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BENESSERE - Gli articoli di Limpidamente

IL POCKET COFFEE DEL BENESSERE
di Paolo Cericola
(Rebirther e coccoloterapeuta, autore dei volumi "L'uomo che ha inventato la coccoloterapia" e "Respirare e rinascere in acqua calda", organizza corsi e seminari presso la "Scuola di Respiro" di cui è fondatore e presidente).


L'IMPORTANZA DEL RESPIRO
Ho spesso parlato del respiro e della sua importanza, ho anche parlato spesso del Rebirthing che è un metodo di origine americana ideato da Leonard Orr. Il Rebirthing è uno strumento molto molto semplice e dolce, è talmente semplice che funziona proprio per la sua semplicità. Ha dell'incredibile, basta sdraiarsi e cominciare a respirare in modo circolare, continuo, profondo e rilassato e… oplà, il gioco è fatto! Semplice? Sì, lo è! Ho detto che è semplice e tutti ma proprio tutti potrebbero farlo, senza limiti di età o religione o cultura, visto che il respiro è (e meno male), universale e non guarda in faccia a nessuno, ma non ho detto che sia facile, perché è di gran lunga più facile andare da un dottore o figura sostitutiva che può essere qualsiasi tipo di terapeuta o cartomante, ecc., e dire "toglimi questo dolore, questa sofferenza, questo malocchio, ecc, pensaci tu", mettendo la così la nostra vita nelle sue mani e non assumendoci la nostra responsabilità e poi lamentandoci che le cose non vanno. Noi creiamo la nostra realtà così come è, e se noi la creiamo, chi potrà cambiarla? Noi! Solo noi! Proprio perché siamo stati noi a crearla così. Il problema lo poniamo noi con le nostre paure ed insicurezze e la non fiducia in noi stessi, questo non ce lo hanno mai insegnato, purtroppo, siamo vittime di altre vittime, programmati da tempo e così via. Possiamo uscire da questa spirale armandoci di coraggio e guardare dentro di noi e "resuscitarci" invece di andare in giro come degli zombi teleguidati. Questo ovviamente è quello che fa comodo ai vari burattinai (non sono molti) che muovono i fili, per farci fare quello che vogliono. Se ti liberi non sei più manovrabile e diventi un uomo/una donna pericoloso/a. Non so se abbiate visto il film "Matrix" (se non lo avete visto vi consiglierei di vederlo), ma è più o meno così: quando cominci ad agitarti, perché le cose non ti stanno bene e vorresti cambiarle, intorno a te faranno del tutto per farti tornare dove stavi.

UN PICCOLO ESERCIZIO PER FARVI TORNARE DI BUONUMORE
Mi piace chiamarlo il pocket coffee dell'energia, poiché dura solo 20 secondi. Si fanno 4 respiri di profondità normale, anzi direi un pochino più del normale (potete osare), ed 1 pieno pieno, poi di nuovo 4 normali ed 1 pieno, poi di nuovo 4 normali ed 1 pieno, ed ancora 4 normali ed 1 pieno, il tutto senza pause tra inspirazione (mettere dentro aria) ed espirazione (lasciar uscire l'aria). Inspirazione - Espirazione. In maniera fluida, tranquilla, senza spingere (cioè soffiando) con l'espirazione, e senza trattenere l'espirazione (cioè stringendo la gola). L'espirazione è come quando si lascia un palloncino che avete gonfiato, non bisogna fare nulla per farlo sgonfiare, si sgonfia da solo, si rilassa la gola e l'aria esce da sola oppure, se volete, come un sospiro di sollievo. Il tutto si fa stando seduti, con la schiena dritta è meglio, le gambe non accavallate, le braccia rilassate e gli occhi chiusi, in ascolto di tutte le sensazioni che siamo in grado di ascoltare.

Riassumo l'esercizio:
- Occhi chiusi
- Dritti, ma rilassati
- 4 respiri normali
- 1 pieno pieno
- 4 respiri normali
- 1 pieno pieno
- 4 respiri normali
- 1 pieno pieno
- 4 respiri normali
- 1 pieno pieno.

Se volete potete stare ancora qualche secondo con gli occhi chiusi a godervi le sensazioni. Normalmente durante e dopo questo esercizio si possono provare le sensazioni più disparate, dal leggero giramento di testa, al calore che si diffonde nel corpo, ad un leggero formicolio nelle mani, a vedere più lucidamente i colori quando si riaprono gli occhi, o vederci meglio, oppure sentire paura, rilassamento, più serenità. Una ragazza, una volta, durante una conferenza in cui ho fatto provare questo esercizio a tutto il pubblico, ha detto: "Che strano effetto, mi sento più buona". Insomma, come avete potuto comprendere, ognuno ha la sua esperienza che deriva dal proprio vissuto. Potete usare questo esercizio una o più volte al giorno, se volete. Leonard Orr, che lo chiama "l'esercizio dei venti respiri collegati", dice che se fate anche solo questo esercizio una volta al giorno per un anno intero, alla fine dell'anno sarete così cambiati che stenterete a riconoscervi. Questo esercizio, usato nei momenti in cui c'è un calo energetico, vi permetterà di recuperare rapidamente (e la scusa che non c'è il tempo per farlo è inammissibile, ci vogliono solo 20 secondi). Per chi invece ha difficoltà ad alzarsi la mattina e, come si dice di solito, a carburare, se prima di alzarvi dal letto, fate i 20 respiri, la vostra giornata cambierà, molte persone me lo hanno testimoniato, dicendomi che non prendevano più il caffè per svegliarsi, anzi qualcuno mi ha anche detto che si è pure arrabbiato, perché non riusciva più a prendere il caffè, che gli piaceva, ed io gli ho risposto: "Allora smetti di respirare e prendi il tuo caffè". Il nostro meraviglioso corpo ci parla, se ci manda dei messaggi e non vogliamo ascoltarli siamo un po' stolti. Il caffè (prendo questo come spunto, ma si riferisce a tutto ciò che è deleterio per l'organismo) è una sostanza tossica e se il tuo corpo ti dice che non ne può più, forse ci sarà un motivo. Che una cosa ci piaccia e non ne sentiamo più gli effetti o che la prendano tutti, non significa necessariamente che sia innocua, ma molto spesso significa che non ci ascoltiamo.

Quando ci mettiamo a respirare senza fare altro, in realtà ci mettiamo in ascolto di noi stessi e questo spaventa moltissime persone. Non ci credete? Guardatevi semplicemente in giro, quante persone vedete che vanno in giro tranquillamente con il sorriso sulle labbra? Oppure quanti ne vedete che vanno di fretta e ingrugnati o corrucciati in viso? Conoscete quel detto "chi si ferma è perduto"? Chi si ferma comincia ad ascoltare se stesso ed è per questo che è perduto, nel senso non fa più parte della massa perché comincia a pensare e ad agire con la sua testa e quindi poco manovrabile, perduto per qualcun altro, non per te stesso. Questo può essere meraviglioso o terribile e spaventoso se volete. Aprite la gabbia ad un uccello che è stato lì da molto tempo e magari da quando è nato: uscirà e prenderà il volo? O rimarrà in gabbia perché in apparenza è al sicuro? A questo proposito, di uccelli intendo, leggete "Messaggio per un'aquila che si crede un pollo" di Anthony De Mello, è un libro veramente molto divertente.


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