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ISTITUZIONI
- Opinioni
LA
GIUSTIZIA È UGUALE PER TUTTI?
La
giustizia è davvero uguale per tutti? Molti sono convinti che i ricchi
abbiano maggiori possibilità di restare impuniti in caso di reato. Esprimi
la tua opinione suggerendo idee ed eventuali misure per contrastare
ogni forma di ingiustizia.
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ANCHE TU! La tua opinione non deve superare le duemila battute, spazi
compresi. Non si accettano scritti anonimi. Devi indicare il tuo nome
e cognome, la tua località di residenza e provincia, età, titolo di
studio e professione. Puoi scegliere di far pubblicare uno pseudonimo
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da pubblicare in cui il tuo viso risulti nitidamente in primo piano.
025. DIRITTO DI
SBAGLIARE? ¬
Opinione di Sergio Cartabia
Se la "Legge é uguale per tutti", perché i Pubblici Ministeri,
i vari GIP e via dicendo possono bellamente sbagliare rovinando
persone e restare impuniti?
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024. LE CAUSE DELLA
MALAGIUSTIZIA ¬
Opinione di Luisa Basone,
35 anni, impiegata, Milano
La giustizia in Italia è una macchina oramai inceppata, incapace
di assolvere pienamente ai suoi doveri. Fra i primi fattori
è la stessa opinione pubblica che influenza fortemente questa
lentezza nei procedimenti. La causa scatenante è senz'altro
la stampa che, per vendere e fare ascolti, spettacolarizza
senza remore o coscienza di alcun tipo fatti di una tale gravità
che per essere valutati e risolti appieno meriterebbero una
maggiore discrezione, cosa che oggi non esiste più. Ma ritengo
che ci siano altri fattori, quali l'incompetenza di alcuni
giudici e la disonestà di altri, la mancanza di strutture
idonee che permettano di custodire documenti e reperti nel
modo migliore, l'ostracismo delle cariche pubbliche che man
mano si susseguono, ma nella loro essenza presentano quasi
sempre questo difetto. Un ricco può rimanere impunito in Italia,
mentre un povero si può ritrovare in galera senza aver fatto
nulla; non ricordo di aver mai letto sui giornali di ricchi
finiti per sbaglio in galera, mentre i poveracci innocenti
rimasti incastrati tra le maglie della giustizia non si contano
nemmeno più. In definitiva troppe persone hanno interessi
a far funzionare la macchina Giustizia secondo i loro desideri
o perché è il loro lavoro oppure perché vivono di quello:
come fanno ad essere equi? I valori sono cambiati, c'è chi
vuole una giustizia mercificabile, più duttile ed elastica,
io vorrei fosse solo giustizia, dovesse pure andare a discapito
mio.
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023. PROGETTARE
TRIBUNALI ALL'AVANGUARDIA ¬
Opinione di Marco Pavone,
sociologo
Più che di interpretazione delle leggi e relativi sbagli dei
giudici io parlerei di riferimenti alle leggi... non si dice
sempre "è tutto già successo"? Allora come supporto alle menti
dei nostri giudici si potrebbe accedere ad un un archivio
appositamente approntato per consultare delle pratiche che
si riferiscono all'oggetto della causa. Suppongo che i criteri
di classificazione costituiscano uno scoglio non indifferente
e che l'elasticità di spaziare tra cause simili e dissimili
resti sempre a discrezione dell'interessato ma perlomeno un
archivo trasparente consentirebbe una praticità d'impiego
che ridurrebbe alcuni tempi. Per fare questo si dovrebbero
progettare tribunali tecnologicamente all'avanguardia; in
ogni caso è il rispetto, la civiltà che devono essere imposti...
per prevenire prima di riparare. Ho scoperto che in italia
le assicurazioni rimborsano circa un milione di persone...
sapete quanto negli altri paesi? Meno di un terzo. Forse è
l'educazione che mi porta ad essere, prima rispettoso dei
"nostri giudici" e, poi, critico verso la realtà; ancora per
questo non ho risposta... per ora.
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022. UN LISTINO
DELLE CONDANNE ¬
Opinione di Vento del Sud,
ragioniere, Palermo
Non è questione se la Legge è o non è uguale per tutti. Chi
deve giudicare deve, per necessità, interpretarla. In questo
siamo uomini e i giudici possono, quindi, sbagliare. Allora
succede che chi commette reati gravi, nel giro di pochi mesi
ce lo ritroviamo tra i piedi. Di contro, chi ha commesso reati
lievi possibilmente sconta la pena maggiore prevista per quel
tipo di reato. In Italia manca spesso la certezza della pena,
da tutti sbandierata. Se poi andiamo in Parlamento c'è chi,
a vario titolo di demerito e di illegalità, occupa una poltrona
di una Istituzione così importante. Allora c'è da chiedersi
non "se la Legge è uguale per tutti" ma se per costoro "esiste
una sola Legge" che li escluda dalla vita politica. Nel caso,
poi, di gente che di soldi ne ha a palate, qui il rischio
c'è che rimanga impunito, e di esempi ce ne sono tanti. Per
me due cose sono importanti: 1) - una vera e giusta riforma
della Giustizia; 2) - un "listino" delle condanne, senza che
una pena preveda da tot a tot anni o mesi. Questo induce il
giudice ad applicare pene diverse per lo stesso reato. Insomma
ci vuole tanta, ma tanta trasparenza e tanta umiltà d'animo
per applicare la Legge.
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021. CARNE DA MACERO
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Opinione di Salvatore Messina
La giustizia non è mai stata equa e continua inesorabilmente
ad essere sempre a favore dei ricchi, dei potenti, chiesa
compresa! Gli altri, il popolo, i poveri cristi, da sempre
sono carne da macero. Suggerimenti per migliorare? Scusatemi,
mi vien da ridere!
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020. OCCORRE UNA
POLITICA FORTE ¬
Opinione di Carlo Erminero
Sì, è vero, i ricchi hanno maggiori opportunità di accomodare
il corso della Giustizia Penale a loro vantaggio. Chi vive
a Milano ricorda il caso Jucker, altri il caso delle ragazze
del Circeo, per citare due esempi noti. Cosa si potrebbe fare
per rimediare? Rimediare del tutto non si potrà mai, però
sono convinto che basterebbe sottoporre i giudici a qualche
forma di controllo di merito e di sanzione (anche pesante,
nei casi più gravi, fino a sospensione per un certo numero
di anni, riduzione della pensione, ecc). Sono tuttavia convinto
che non sia questo il problema principale della giustizia
italiana. La nostra magistratura non mi sembra più sottoposta
al denaro e al potere, anche politico, di quanto avvenga in
altri Paesi evoluti. Insomma non sta lì il problema grave.
Sta invece nella lunghezza dei procedimenti. Anche in questo
caso non sarebbe difficile trovare le soluzioni, le quali
sono lì, sotto gli occhi di tutti. Non occorre fare un convegno
per approfondire il problema. Occorre solo che la Politica
diventi abbastanza forte da superare il potere di interdizione
delle lobby dei magistrati e degli avvocati. Mi viene in mente
l'esperienza tedesca della Grossa Coalizione della Merkel.
Forse è l'unico modo per superare le resistenze delle tante
lobby che ostacolano il cambiamento e lo sviluppo. In Germania,
e ancor più in Italia.
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019. IL FINE NON
GIUSTIFICA I MEZZI ¬
Opinione di Franco Rinaldin,
Venezia
La mia opinione è abbastanza diffusa: non si può dire che
ci sia giustizia quando il centrosinistra baratta col centrodestra
l'indulto per i poveracci con quello dei ladroni e delinquenti
ricchi. Forse il fine giustifica i mezzi, ma questo lo diceva
Machiavelli più di 500 anni fa! Questo assunto in un Paese
moderno non è più accettabile, anzi provoca molto disgusto!
Siamo ancora un paese da terzo mondo; quando diventeremo realmente
un paese civile e democratico? Con questa classe politica
certamente no, ma mi auguro vivamente che non si debbano aspettare
ancora molti anni. Ogni pazienza ha un limite!
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018. AMARE LA GIUSTIZIA
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Opinione di Carlalberto Iacobucci,
Roma
È il senso di responsabilità verso il Paese che potrà conferire
credibilità alla giustizia. L'onestà dei pochi che contrastano
la parzialità è spesso dimenticata da chi sarebbe tenuto a
garantire che ciò non avvenga. Dicevano i saggi: "Se vuoi
salire fino al cielo, devi scendere fino a chi soffre e dare
la mano al povero". Innalzarsi in cielo offrendo la mano al
sofferente e al povero sarà l'unica strada da percorrere.
Se per la maggior parte degli uomini l'amore per la giustizia
non è altro che il timore di patire l'ingiustizia, allora
cosa s'attende per concretizzarla?
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017. DISCRIMINAZIONI
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Opinione di Welcome
I ricchi hanno più possibilità di pagare avvocati eccellenti,
di fare buchi in banca senza problemi. Noi poveri non abbiamo
le stesse possibilità; abbiamo il coraggio di lottare anche
contro tutte le istituzioni, ma le nostre preghiere le ascolta
solo uno. I direttori di banca e i poliziotti alle volte fanno
una folta discriminazione fra ricchi e poveri. L’importante
e non farci mettere i piedi in testa.
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016. IL VALORE DELLA
VITA ¬
Opinione di Giovanni Iuri,
Bologna, licenza elementare
La legge non è uguale per tutti, visto che non siamo tutti
uguali per lo Stato. L'onorevole Pinco Pallino è in ritardo
ad una cena con gli amici e il suo autista attraversa la città
a 160 km all'ora (senza cintura di sicurezza): è tutto normale!
Un povero diavolo è in ritardo al lavoro e attraversa la città
a 90 orari: deve lavorare quattro giorni per pagare la multa!
La cosa positiva in tutto questo è che la vita di Pinco Pallino
non vale nulla, visto che lui può viaggiare anche senza cinture
di sicurezza.
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015. SCELTE CORAGGIOSE
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Opinione di Carlalberto Iacobucci,
Roma
Oramai è usanza adottare, anche per la giustizia, frasi del
tipo "servirà una scelta coraggiosa". Ma, se non sussiste
il convincimento del successo, si comunica l'incertezza. Le
scelte non devono essere intrepide ma appropriate, e solo
persone d'indiscussa validità possono diffondere garanzie
e tranquillità. Noi cittadini, questo è inconfutabile, siamo
pienamente sazi di questo insieme di pseudo stranieri nel
loro Paese. In Parlamento la pluralità delle provenienze non
giustifica le frasi ingiuriose. Esigiamo come cittadini il
massimo rispetto, quel rispetto che voi più di altri avete
l'obbligo di fornire quotidianamente. La decisione di porvi
al servizio del Paese è stata vostra e nessuno vi ha imposto
nulla. Acquisite il modello dei lavoratori, che forniscono
la propria prestazione pur percependo stipendi desolanti,
e di questo fatene l'esempio da seguire.
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014. OCCORRONO ESEMPI
DALL'ALTO ¬
Opinione di Anna Fotino,
Varese
Non c'è dubbio che la giustizia sia eguale per tutti, come
le aule di tribunale ammoniscono. Ma la giustizia è amministrata
dagli uomini che, pur nella correttezza e professionalità,
per amministrarla si avvalgono di mezzi e strumenti. E' proprio
in questo senso che possono diversificarsi i modi di ottenere
giustizia. Chi è ricco può avvalersi dell'opera di difensori
e studi legali che pongono il peso della loro potenza economica
e strutturale al servizio del cliente con esiti spesso favorevoli
anche dal punto di vista della durata dei processi (il cui
eccessivo prolungarsi vale come denegata giustizia). Chi è
povero spesso non è neanche in grado di farsi difendere da
un proprio avvocato e deve avvalersi dell'opera di un legale
d'ufficio la cui azione è perciò spesso certamente meno efficace.
Le soluzioni? Sono convinta che ce ne siano molte. La più
importante è sicuramente di carattere preventivo: ridare al
paese un forte senso di legalità attraverso tutte le agenzie
possibili, da quella formativa a quella di una regolamentazione
dello Stato fortemente legalitaria e improntata alla correttezza
dei comportamenti sociali. Offrire ai livelli più alti esempi
convincenti di correttezza, buon governo e presentabilità
del potere. Poi ci sono le cose più facili: dotare i tribunali
delle necessarie risorse umane ed economiche in modo che i
tempi dei processi siano meno lunghi possibile; evitare accuratamente
conflitti tra poteri dello Stato, restituire alla magistratura
il ruolo che ad essa spetta. "Vaste programme", diceva De
Gaulle. No, è solo un programma minimale per realizzare il
dettato costituzionale im materia di giustizia.
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013. IL GIOCO DELLE
AZIENDE CHE FALLISCONO ¬
Opinione di Roberto, artigiano,
Mantova
Per spiegare come funziona la giustizia devo narrare una storiella...
Tizio imprenditore ha un'azienda individiale da 5/6anni. Ad
un certo punto entra in difficoltà e dice a Caio, che è suo
figlio: "Perché non crei anche tu un'azienda?". Caio,
convinto dal padre, abbandona e crea una s.r.l. (Caio srl)
ubicata negli stessi locali di Tizio imprenditore. Ad un certo
punto Tizio imprenditore affitta l'azenda a Caio srl. Dopo
20 giorni Tizio imprenditore chiede il proprio fallimento
consegnando i registri. Non è reato, anche se con documenti
si comprova la collusione tra le due aziende. Non è reato
anche se hai una registrazione ("io ero solo il prestanome").
Non è reato anche se non sono stati messi i sigilli. Non è
reato se l'inventario è stato eseguito dopo 60 giorni. Non
è reato anche se Caio srl non ha mai lavorato e i soldi per
costituire la srl erano di Tizio. Non è reato anche se nella
Caio srl chi decideva era Tizio imprenditore. Per me è bancarotta
fraudolenta e malagiustizia. Non conta nulla se abbiamo inviato
raccomandate a giudici, al PM ecc.. Per loro non è reato,
parola di procuratore, parola di GIP... A quanto pare a tutte
le aziende in difficoltà basta prendere il volo lasciando
tutte le possibili passività alla fallente e trasferendo quanta
più possibile attività alla nuova ditta.
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012. MODELLO ANGLOSASSONE
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Opinione di Christian Traversi,
Torino
Penso che la legge non è uguale per tutti. Il nostro paese
ha bisogno di una riforma della giustizia radicale basata
sul modello anglosassone.
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011. IL CRIMINE
IN UN SALUTO ¬
Opinione di Ettore Cannas,
43 anni, insegnante, Cagliari
Qualche anno fa ho ricevuto un avviso di garanzia, per aver
lasciato un educato e breve messaggio alla segreteria telefonica
il cui numero, appartenuto ad un mio amico, fu successivamente
assegnato ad un giudice. In seguito, benché al mio legale
fosse stata verbalmente comunicata l’archiviazione del caso,
chiesi, con lettera inviata per mezzo di raccomandata alla
Procura della Repubblica di Caltanissetta, di essere informato
sull’esito delle indagini. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna
risposta scritta (e ciò sembrerebbe contemplato dalla prassi
giuridica: silenzio-archiviazione). Un giorno, ascoltando
una canzone, pensai di telefonare ad un amico che non sentivo
da qualche anno. Rispose la voce della segreteria telefonica.
Accostai la cornetta ad una delle casse dello stereo facendo
registrare le strofe iniziali della “Canzone delle osterie
di fuori porta” di Guccini. Dopo di che, terminai la telefonata
dicendo: (trad. dal siciliano) «se non ti pensassi io! Ciao
bello». Alcuni mesi dopo fui raggiunto da una gentile comunicazione:
art. 660 c.p. per avere, in esecuzione di un medesimo disegno
criminoso, molestato a mezzo telefono… e poi, art. 612 c.p.
per avere, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso,
minacciato con le seguenti parole «se non ci sono che ci penso
a te. Ciao Bello». La mia trascrizione riporta testualmente
(non è un mio errore) quanto appariva nell’atto a suo tempo
notificatomi. A scanso d’equivoci vorrei affermare, che in
parte, mettendomi nei panni del giudice, comprendo quanto
insalubre e insidiosa possa essere la realtà che il giudice
è chiamato a contrastare… Realtà come origine e ragione di
quella soggettiva, temeraria e assurda, ermeneutica dei fatti.
Pensate, se avessi lasciato quel messaggio alla segreteria
telefonica di un mafioso! «Ciao bello», quale più grande e
oltraggioso attentato alla sua virilità? Avrebbe, per questione
di linguaggio, ordinato il mio incaprettamento?
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010. COMBATTERE
LA CORRUZIONE ¬
Opinione di Franco, Lucca
Uno dei più gravi problemi dell’Italia attuale, ma forse anche
antica, sembra essere, a parer mio, rappresentato dalla corruzione,
la disonestà e il cinismo con il quale si profitta della buona
fede della gente. E’ il caso di alcune banche che hanno arrecato
un danno non solo alle sostanze dei propri clienti ma all’immagine
e alle sostanze dell’intera Italia! Comprendo come sia duro
ammettere che la corruzione avanza proprio dove si credeva
fosse esente, ossia nella funzione che più laica di così non
ce n’é, ovvero il denaro ma questo, a parer mio, è inevitabile
quando si cerca di spacciare per buono un dio, il dio denaro,
che credo sia uno dei più disonesti al mondo. Per rimediare,
basterebbe ammettere di non essere in grado di gestire la
situazione e correre ai ripari incaricando la scuola, che
sebbene in questo settore sembra abbia fallito, potrebbe,
se ce la mettesse tutta, farci almeno sperare in una generazione
migliore e la Chiesa che a torto viene da molti considerata
quale fonte di problemi mentre invece si è sempre battuta
per esaltare la “Coscienza” che inevitabilmente sarà, se non
l’unica, la vera artefice del rinnovamento.
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009. LE DISCRIMINAZIONI
ESISTONO ¬
Opinione di Stella 1975
I ricchi hanno più possibilità di pagare avvocati eccellenti,
di fare buchi in banca senza problemi. Noi poveri non abbiamo
le stesse possibilità e se abbiamo il coraggio di lottare
anche contro tutte le istituzioni, le nostre preghiere le
ascolta solo uno. I direttori di banca e i poliziotti alle
volte fanno una folta discriminazione fra ricchi e poveri.
L’importante è non farci mettere i piedi in testa.
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008. SI DEVE CREDERE
PER FORZA NELLA GIUSTIZIA ¬
Opinione di SuperCheri, Parigi,
26 anni, tossicologa
La giustizia è amministrata dall'uomo e in virtù di ciò passibile
di errore e perfettibile, e mai nessun codice legislativo,
nemmeno il più equo e illuminato potrà cambiare questa realtà.
E' certo che di fronte ad alcuni casi ci ribolle il sangue,
ed è facile pensare "se costui non avesse quel nome, e tutto
quel denaro, e quelle conoscenze, ora sarebbe in carcere mentre
il povero ladro di galline è dentro da un pezzo...". Tuttavia
è su ciò che si basa una civiltà, come insegna Eschilo nell'Orestiade,
il superamento della colpa "ancestrale" e l'introduzione del
giudizio. Per questo, è giusto auspicare un miglioramento
delle leggi in quanto equità, ma, volere o no, nella giustizia
un popolo civile deve credere per forza.
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007. NON SONO STATO
CREDUTO ¬
Opinione di Gingol, 40 anni,
Cagliari
No, assoluttamente no, la giustizia non è uguale per tutti!
A me è successa una storia bruttissima, mi hanno ammanettato
solo perché una ragazza ha detto che avevo rubato nel suo
appartamento, invece io passavo lì nella strada tranquillo.
Mi hanno processato e condannato, perché non mi sono presentato,
in quanto non avevo soldi per pagare un avvocato; non mi spettava
quello d'ufficio perché mio padre superava di poco il reddito
minimo previsto. Io non lavoravo, in quel periodo vivevo con
il problema della droga, e fu proprio per questo che forse
non ho avuto il diritto di essere creduto. Adesso sto aspettando
il processo d'appello, sono dovuto andare a procurarmi 700
euro per l'avvocato, pur non avendo fatto niente. E se poi
perderò? Avrò sicuramente anche più spese e una condanna da
scontare in carcere. Secondo me deve cambiare qualche cosa.
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006. PERSECUZIONI
LEGALIZZATE ¬
Opinione di LCS
La mia esperienza personale si riferisce al sistema giudiziario
in sede civile e, in particolare, ad alcuni avvocati che esercitano
la professione in una regione del sud italia. Essi si sono
rivelati dei veri mafiosi, attori e prestigiatori nel costruire
da una semplice fotocopia di un documento una causa contro
il "povero cittadino onesto e ignaro" che crede ancora nella
legge e nella giustizia. Per non parlare, poi, anche dei vari
ordini di avvocati di alcuni collegi che, senza leggere i
documenti portati dai loro iscritti e verificarne la veridicità,
danno parere favorevole per colpire il cittadino e influenzare
i giudici di pace. E infine certi giudici di pace, che spesso
sono avvocati dello stesso "ordine" e non sono preparati per
la funzione attribuitagli, contribuendo solo ed esclusivamente
ad aggravare ed alimentare il sistema contorto che esiste
all'interno del sistema giudiziario. Alcuni di questi, pur
non essendo preparati giuridicamente a gestire le vertenze
e le controversie, si adoperano a favorire i propri colleghi
con favori agli amici e agli amici degli amici, ai danni del
povero cittadino onesto e pagatore di tasse e tangenti. Cito
un esempio. Un certo giudice di pace concedeva decreto ingiuntivo
con addirittura "provvisoria esecuzione" ancor prima di iniziare
la causa e proporre bonario conponimento come solito "iter
legis", per una semplice fattura emessa dalla controparte,
nonostante la persona ingiunta avesse espressamene manifestato
per iscritto di volere pagare, in violazione della concessione
della provvisoria esecuzione. Preciso che nel C.P.C. non esiste
una legge che dia la provvisoria esecuzione su una semplice
fattura (art.1175 e 1220 C.C. e Art.642 C.P.C.), cosicché
il giudice di pace violava la legge ai danni del povero cittadino.
Altro caso: un avvocato ritenuto usuraio disonesto e mafioso,
ma abile a fare sparire ogni e qualsiasi prova del suo operato
(però basterebbe indagare per arrivare alle prove), perseguita
un povero cittadino onesto, preparato anche culturalmente
ma che non ha amicizie mafiose. Lo fa procurandosi solo fotocopie
di incarichi mai dati servendosi della propria abilità
e dell'aiuto dell'ordine degli avvocati e del giudice di pace
(collega avvocato); riesce così ad ottenere il decreto ingiuntivo
con provvisoria esecuzione, pignoramenti e quant'altro per
perseguitare il malcapitato confiscandogli i beni mobili ed
immobili, gettandolo in mezzo alla strada insieme alla propria
famiglia con figli minorenni piccoli, spossessandolo "con
la copertura della legge" dei propri beni guadagnati onestamente
con sacrifici. Che vergogna questo Stato nello Stato! Ma la
legge dello Stato a disposizione di chi è? Queste mie
poche righe (e posso citare tanti altri casi di mala giustizia)
sono un grido di dolore contro una giustizia che non c'è,
e mi rivolgo a tanti cittadini come me, che subiscono in silenzio
senza potere fare nulla. Questa è la nostra societa'
oggi. Con le mie parole vorrei sensibilizzare qualcuno, onesto,
che "sta in alto" e sensibilizzare i cittadini che subiscono
in silenzio, non capiscono il sistema e comunque si affidano
ancora a una giustizia che non c'è.
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005. DELUSA DAI
MAGISTRATI ¬
Opinione di Cas
Appena laureata volevo fare il magistrato ma per opportunità
diverse mi è capitato di fare esperienza come avvocato, cioè
dall'altra parte della barricata. ITALIANI, aprite gli occhi
come ho fatto io: non sono gli avvocati ma certi magistrati
a mandare in malora la giustizia. Alcuni di loro sono degli
ignoranti abissali, stanno con la testa fuori del mondo, sono
fanatici, esaltati e... Sono circa tre anni che pratico la
professione e sono già demoralizzata e disincantata, con venti
anni di anticipo rispetto all'avvocato presso il quale ho
fatto pratica, questo è molto significativo. Vi faccio alcuni
esempi: un giudice donna, fortemente attratta da un avvocato
ma non ricambiata, stravolge il codice in danno di quel povero
malcapitato; un poveraccio aspetta da circa due anni la sentenza
di una causa durata dieci anni perché il giudice, che doveva
depositarla entro 30 giorni, se la prende comoda; un p.m.,
che come molti altri magistrati odia gli avvocati, rifiuta
di disporre il sequestro di certi assegni, causando così il
tracollo economico di un avvocato truffato da balordi; per
una causa durata tre anni, nel corso della quale sono state
svolte innumerevoli attività, vengono compensate le spese;
in un'altra, durata circa un mese, viene liquidata in danno
del povero creditore (in virtù di una becera eccezione di
incompetenza territoriale) una discreta somma a titolo di
spese, ecc. Sono schifata, il mio più grande desiderio, dopo
aver sacrificato gli anni più belli della mia adolescenza
al fine di entrare a far parte del mondo della giustizia italiana,
è quello di uscirne al più presto e di poter espatriare da
questo paese che mi ha rubato ogni speranza nel futuro, che
si tiene in piedi grazie ad una drammatica parete di ipocrisia.
Amavo questo paese ma lui non ama me, quindi ho deciso di
divorziare da lui per sempre.
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004. GIUSTIZIA E
GIUSTI ¬
Opinione di Livia
Facile fare giustizia, difficile fare il giusto.
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003. GIUSTIZIA COME
CRESCITA INTELLETTUALE ¬
Opinione di Nik
La giustizia in realtà è un nostro mezzo di crescita intellettuale.
Non arriveremo mai ad una giustizia assoluta altrimenti finirebbe
il nostro viaggio. Sì, perché la giustizia è una sorta
di motore che ci spinge a chiederci della morale e dell'etica
e ci permette di modificare il nostro corso di relazione al
mondo e agli individui. Per esempio chiediamoci: "è giusto
possedere un feudo e imporre la nostra ragione incondizionata
su chi vi abita?". Assurdo... eppure, se l' avessi chiesto
ad un medievale avrebbe semplicemente risposto che è ovvio...
questo per dire che ciò che ora a noi sembra giusto non lo
è necessariamente, al contrario dipende dal nostro assetto
sociale ecc. e cioè da noi. E' giusta la pena di morte? Forse
tra qualche secolo, qualche uomo sorriderà alla domanda con
una fervida tesi a favore della pena di morte.
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002. RICCHI, FURBI
E FALLITI ¬
Opinione di Bernardo
Sono stato truffato da una ditta che poi ha dichiarato fallimento.
Ho speso circa tremila euro per pagare un avvocato e non ho
riavuto ciò che mi spettava. La persona che mi ha imbrogliato,
invece, molto più benestante di me, ha aperto una nuova ditta
e non risponde, per legge, delle azioni compiute in quella
vecchia. Non fatemi dire dov'è la giustizia, perché diventerei
volgare!
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001. L'ESEMPIO DELLO
STATO ¬
Opinione di Hanspeter
Il mondo è pieno di ingiustizie ma se tu ti opporrai a ogni
piccola ingiustizia commessa verso di te e tu sarai giusto
con gli altri, tu rispetti la cosa più importante: il mondo
e l umanità. Se vogliamo raggiungere qualcosa di positivo
nella nostra bella permanenza su questo pianeta, penso proprio
che essendo giusti ci possiamo arrivare. Chiedo scusa per
il mio italiano che non è il massimo ma almeno non ho commesso
un'ingiustizia. Per quanto riguarda la legge, la giustizia
fatta dallo Stato è tutto solo uno squattrinarci e un prenderci
per i fondelli, e colgo l'occasione per ringraziarli tutti,
da D'Alema a Berlusconi da Bertinotti a Cossutta... e basta
nomi, perché di più rovinano solo la mia mail.
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