Limpida Mente

ISTITUZIONI - Opinioni

LA GIUSTIZIA È UGUALE PER TUTTI?
La giustizia è davvero uguale per tutti? Molti sono convinti che i ricchi abbiano maggiori possibilità di restare impuniti in caso di reato. Esprimi la tua opinione suggerendo idee ed eventuali misure per contrastare ogni forma di ingiustizia.

¬
PARTECIPA ANCHE TU! La tua opinione non deve superare le duemila battute, spazi compresi. Non si accettano scritti anonimi. Devi indicare il tuo nome e cognome, la tua località di residenza e provincia, età, titolo di studio e professione. Puoi scegliere di far pubblicare uno pseudonimo al posto del tuo nominativo. I tuoi dati non saranno trasmessi a terzi, nel rispetto della vigente legge sulla privacy. Puoi allegare una foto da pubblicare in cui il tuo viso risulti nitidamente in primo piano.
Invia la tua opinione

027. — SI GIOCA CON LA VITA DELLE PERSONE ¬
Opinione di Annaluigia R.
Sono stata denunciata da uno studente e successivamente inquisita per abuso di mezzi correttivi. Il P.M. ha successivamente archiviato la cosa perché ha evidentemente riscontrato che quanto denunciato non poteva rispondere al vero ma ha disposto la mia incriminazione per falso ideologico per l’argomento della lezione scritto "falsamente"sul registro di classe. Dopo anni di indagini e dopo due rinvii di udienza sono stata rinviata a Giudizio e quando mi sono presentata al processo, dove ho richiesto la procedura semplificata, il P.M. - che nel frattempo era cambiato - ha richiesto la mia assoluzione per non aver commesso il fatto. È pazzesco e kafkiano ma questi Signori non si rendono conto che stanno “giocando con la vita delle persone”. Ho avuto per ben due anni questa cappa sulla testa del rinvio a giudizio e come se non bastasse rischio di avere anche la fedina penale sporca perché adesso risulto nel database della Giustizia e dovrò tra le tante cose incaricare un avvocato di provvedere affinché venga “ripulita”! Se fossi più giovane emigrerei all’istante! Ho saputo che in Germania se ti succede una cosa simile lo Stato ti paga addirittura le spese. Io invece ho finora sborsato 5000 euro di avvocati... e adesso chi me li ripaga?
Invia un commento a questa opinione

026. — UN MURO DI GOMMA ¬
Opinione di Nunzia P.
L'unico modo per avere una giustizia giusta è non avere mai a che fare con la giustizia, non averne mai bisogno, così ci si può illudere che esista, che è possibile ottenerla con la giusta determinazione... Quando poi dal mondo delle idee si passa alla realtà ci si scontra con un muro di gomma: solo i soldi lo bucano, solo le conoscenze ti tracciano la strada, solo il sottobanco aggira l'ipocrisia che si nasconde dietro la facciata de "la legge è legge" che vuol dire: se questa è la tua unica strada per ottenere ciò che ti spetta stai fresco!! Non ho più alcuna fiducia nella giustizia e nei giudici, non credo che un cittadino qualsiasi possa veramente mai ottenere giustizia, sono arrivata alla conclusione che la legge serve solo a chi la sa manovrare a scapito di chi la vuole applicare... Vorrei solo portare via i miei figli da questo paese perché il pensiero che vengano insozzati da questo fango e si formino con questa mentalità mi mette i brividi.
Invia un commento a questa opinione

025. — DIRITTO DI SBAGLIARE? ¬
Opinione di Sergio Cartabia
Se la "Legge é uguale per tutti", perché i Pubblici Ministeri, i vari GIP e via dicendo possono bellamente sbagliare rovinando persone e restare impuniti?
Invia un commento a questa opinione

024. — LE CAUSE DELLA MALAGIUSTIZIA ¬
Opinione di Luisa Basone, 35 anni, impiegata, Milano
La giustizia in Italia è una macchina oramai inceppata, incapace di assolvere pienamente ai suoi doveri. Fra i primi fattori è la stessa opinione pubblica che influenza fortemente questa lentezza nei procedimenti. La causa scatenante è senz'altro la stampa che, per vendere e fare ascolti, spettacolarizza senza remore o coscienza di alcun tipo fatti di una tale gravità che per essere valutati e risolti appieno meriterebbero una maggiore discrezione, cosa che oggi non esiste più. Ma ritengo che ci siano altri fattori, quali l'incompetenza di alcuni giudici e la disonestà di altri, la mancanza di strutture idonee che permettano di custodire documenti e reperti nel modo migliore, l'ostracismo delle cariche pubbliche che man mano si susseguono, ma nella loro essenza presentano quasi sempre questo difetto. Un ricco può rimanere impunito in Italia, mentre un povero si può ritrovare in galera senza aver fatto nulla; non ricordo di aver mai letto sui giornali di ricchi finiti per sbaglio in galera, mentre i poveracci innocenti rimasti incastrati tra le maglie della giustizia non si contano nemmeno più. In definitiva troppe persone hanno interessi a far funzionare la macchina Giustizia secondo i loro desideri o perché è il loro lavoro oppure perché vivono di quello: come fanno ad essere equi? I valori sono cambiati, c'è chi vuole una giustizia mercificabile, più duttile ed elastica, io vorrei fosse solo giustizia, dovesse pure andare a discapito mio.
Invia un commento a questa opinione
Gentile Luisa Basone, le chiedo se ha considerato anche l' ipotesi per la quale non si tratterebbe solo di disponibilità economica il rimanere impuniti o piuttosto anche inciderebbe il fattore "ignoranza" degli interessati. Per ignoranza ovviamente intendo non conoscenza della Legge; chi si affida ad un legale fiducioso nella sua competenza, non sa che anche un ottimo avvocato, preparato e motivato, nulla può contro lo strapotere dei PM e delle "innovazioni" dei giudici. Per "innovazioni" intendo quei reati non previsti dal CP ma "inventati" da alcuni giudici; basti pernsare ad alcuni "delitti tentati"... o peggio... concorso in tentativi di reati mai avvenuti e mai commessi. Potrei scrivere pagine su questo argomento e riferire di incomprensibili sentenze anche delle Suprema Corte... (commento di Sergio Cartabia)

023. — PROGETTARE TRIBUNALI ALL'AVANGUARDIA ¬
Opinione di Marco Pavone, sociologo
Più che di interpretazione delle leggi e relativi sbagli dei giudici io parlerei di riferimenti alle leggi... non si dice sempre "è tutto già successo"? Allora come supporto alle menti dei nostri giudici si potrebbe accedere ad un un archivio appositamente approntato per consultare delle pratiche che si riferiscono all'oggetto della causa. Suppongo che i criteri di classificazione costituiscano uno scoglio non indifferente e che l'elasticità di spaziare tra cause simili e dissimili resti sempre a discrezione dell'interessato ma perlomeno un archivo trasparente consentirebbe una praticità d'impiego che ridurrebbe alcuni tempi. Per fare questo si dovrebbero progettare tribunali tecnologicamente all'avanguardia; in ogni caso è il rispetto, la civiltà che devono essere imposti... per prevenire prima di riparare. Ho scoperto che in italia le assicurazioni rimborsano circa un milione di persone... sapete quanto negli altri paesi? Meno di un terzo. Forse è l'educazione che mi porta ad essere, prima rispettoso dei "nostri giudici" e, poi, critico verso la realtà; ancora per questo non ho risposta... per ora.
Invia un commento a questa opinione

022. — UN LISTINO DELLE CONDANNE ¬
Opinione di Vento del Sud, ragioniere, Palermo
Non è questione se la Legge è o non è uguale per tutti. Chi deve giudicare deve, per necessità, interpretarla. In questo siamo uomini e i giudici possono, quindi, sbagliare. Allora succede che chi commette reati gravi, nel giro di pochi mesi ce lo ritroviamo tra i piedi. Di contro, chi ha commesso reati lievi possibilmente sconta la pena maggiore prevista per quel tipo di reato. In Italia manca spesso la certezza della pena, da tutti sbandierata. Se poi andiamo in Parlamento c'è chi, a vario titolo di demerito e di illegalità, occupa una poltrona di una Istituzione così importante. Allora c'è da chiedersi non "se la Legge è uguale per tutti" ma se per costoro "esiste una sola Legge" che li escluda dalla vita politica. Nel caso, poi, di gente che di soldi ne ha a palate, qui il rischio c'è che rimanga impunito, e di esempi ce ne sono tanti. Per me due cose sono importanti: 1) - una vera e giusta riforma della Giustizia; 2) - un "listino" delle condanne, senza che una pena preveda da tot a tot anni o mesi. Questo induce il giudice ad applicare pene diverse per lo stesso reato. Insomma ci vuole tanta, ma tanta trasparenza e tanta umiltà d'animo per applicare la Legge.
Invia un commento a questa opinione

021. — CARNE DA MACERO ¬
Opinione di Salvatore Messina
La giustizia non è mai stata equa e continua inesorabilmente ad essere sempre a favore dei ricchi, dei potenti, chiesa compresa! Gli altri, il popolo, i poveri cristi, da sempre sono carne da macero. Suggerimenti per migliorare? Scusatemi, mi vien da ridere!
Invia un commento a questa opinione

020. — OCCORRE UNA POLITICA FORTE ¬
Opinione di Carlo Erminero
Sì, è vero, i ricchi hanno maggiori opportunità di accomodare il corso della Giustizia Penale a loro vantaggio. Chi vive a Milano ricorda il caso Jucker, altri il caso delle ragazze del Circeo, per citare due esempi noti. Cosa si potrebbe fare per rimediare? Rimediare del tutto non si potrà mai, però sono convinto che basterebbe sottoporre i giudici a qualche forma di controllo di merito e di sanzione (anche pesante, nei casi più gravi, fino a sospensione per un certo numero di anni, riduzione della pensione, ecc). Sono tuttavia convinto che non sia questo il problema principale della giustizia italiana. La nostra magistratura non mi sembra più sottoposta al denaro e al potere, anche politico, di quanto avvenga in altri Paesi evoluti. Insomma non sta lì il problema grave. Sta invece nella lunghezza dei procedimenti. Anche in questo caso non sarebbe difficile trovare le soluzioni, le quali sono lì, sotto gli occhi di tutti. Non occorre fare un convegno per approfondire il problema. Occorre solo che la Politica diventi abbastanza forte da superare il potere di interdizione delle lobby dei magistrati e degli avvocati. Mi viene in mente l'esperienza tedesca della Grossa Coalizione della Merkel. Forse è l'unico modo per superare le resistenze delle tante lobby che ostacolano il cambiamento e lo sviluppo. In Germania, e ancor più in Italia.
Invia un commento a questa opinione

019. — IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI ¬
Opinione di Franco Rinaldin, Venezia
La mia opinione è abbastanza diffusa: non si può dire che ci sia giustizia quando il centrosinistra baratta col centrodestra l'indulto per i poveracci con quello dei ladroni e delinquenti ricchi. Forse il fine giustifica i mezzi, ma questo lo diceva Machiavelli più di 500 anni fa! Questo assunto in un Paese moderno non è più accettabile, anzi provoca molto disgusto! Siamo ancora un paese da terzo mondo; quando diventeremo realmente un paese civile e democratico? Con questa classe politica certamente no, ma mi auguro vivamente che non si debbano aspettare ancora molti anni. Ogni pazienza ha un limite!
Invia un commento a questa opinione

018. — AMARE LA GIUSTIZIA ¬
Opinione di Carlalberto Iacobucci, Roma
È il senso di responsabilità verso il Paese che potrà conferire credibilità alla giustizia. L'onestà dei pochi che contrastano la parzialità è spesso dimenticata da chi sarebbe tenuto a garantire che ciò non avvenga. Dicevano i saggi: "Se vuoi salire fino al cielo, devi scendere fino a chi soffre e dare la mano al povero". Innalzarsi in cielo offrendo la mano al sofferente e al povero sarà l'unica strada da percorrere. Se per la maggior parte degli uomini l'amore per la giustizia non è altro che il timore di patire l'ingiustizia, allora cosa s'attende per concretizzarla?
Invia un commento a questa opinione

017. — DISCRIMINAZIONI ¬
Opinione di Welcome
I ricchi hanno più possibilità di pagare avvocati eccellenti, di fare buchi in banca senza problemi. Noi poveri non abbiamo le stesse possibilità; abbiamo il coraggio di lottare anche contro tutte le istituzioni, ma le nostre preghiere le ascolta solo uno. I direttori di banca e i poliziotti alle volte fanno una folta discriminazione fra ricchi e poveri. L’importante e non farci mettere i piedi in testa.
Invia un commento a questa opinione

016. — IL VALORE DELLA VITA ¬
Opinione di Giovanni Iuri, Bologna, licenza elementare
La legge non è uguale per tutti, visto che non siamo tutti uguali per lo Stato. L'onorevole Pinco Pallino è in ritardo ad una cena con gli amici e il suo autista attraversa la città a 160 km all'ora (senza cintura di sicurezza): è tutto normale! Un povero diavolo è in ritardo al lavoro e attraversa la città a 90 orari: deve lavorare quattro giorni per pagare la multa! La cosa positiva in tutto questo è che la vita di Pinco Pallino non vale nulla, visto che lui può viaggiare anche senza cinture di sicurezza.
Invia un commento a questa opinione

015. — SCELTE CORAGGIOSE ¬
Opinione di Carlalberto Iacobucci, Roma
Oramai è usanza adottare, anche per la giustizia, frasi del tipo "servirà una scelta coraggiosa". Ma, se non sussiste il convincimento del successo, si comunica l'incertezza. Le scelte non devono essere intrepide ma appropriate, e solo persone d'indiscussa validità possono diffondere garanzie e tranquillità. Noi cittadini, questo è inconfutabile, siamo pienamente sazi di questo insieme di pseudo stranieri nel loro Paese. In Parlamento la pluralità delle provenienze non giustifica le frasi ingiuriose. Esigiamo come cittadini il massimo rispetto, quel rispetto che voi più di altri avete l'obbligo di fornire quotidianamente. La decisione di porvi al servizio del Paese è stata vostra e nessuno vi ha imposto nulla. Acquisite il modello dei lavoratori, che forniscono la propria prestazione pur percependo stipendi desolanti, e di questo fatene l'esempio da seguire.
Invia un commento a questa opinione

014. — OCCORRONO ESEMPI DALL'ALTO ¬
Opinione di Anna Fotino, Varese
Non c'è dubbio che la giustizia sia eguale per tutti, come le aule di tribunale ammoniscono. Ma la giustizia è amministrata dagli uomini che, pur nella correttezza e professionalità, per amministrarla si avvalgono di mezzi e strumenti. E' proprio in questo senso che possono diversificarsi i modi di ottenere giustizia. Chi è ricco può avvalersi dell'opera di difensori e studi legali che pongono il peso della loro potenza economica e strutturale al servizio del cliente con esiti spesso favorevoli anche dal punto di vista della durata dei processi (il cui eccessivo prolungarsi vale come denegata giustizia). Chi è povero spesso non è neanche in grado di farsi difendere da un proprio avvocato e deve avvalersi dell'opera di un legale d'ufficio la cui azione è perciò spesso certamente meno efficace. Le soluzioni? Sono convinta che ce ne siano molte. La più importante è sicuramente di carattere preventivo: ridare al paese un forte senso di legalità attraverso tutte le agenzie possibili, da quella formativa a quella di una regolamentazione dello Stato fortemente legalitaria e improntata alla correttezza dei comportamenti sociali. Offrire ai livelli più alti esempi convincenti di correttezza, buon governo e presentabilità del potere. Poi ci sono le cose più facili: dotare i tribunali delle necessarie risorse umane ed economiche in modo che i tempi dei processi siano meno lunghi possibile; evitare accuratamente conflitti tra poteri dello Stato, restituire alla magistratura il ruolo che ad essa spetta. "Vaste programme", diceva De Gaulle. No, è solo un programma minimale per realizzare il dettato costituzionale im materia di giustizia.
Invia un commento a questa opinione

013. — IL GIOCO DELLE AZIENDE CHE FALLISCONO ¬
Opinione di Roberto, artigiano, Mantova
Per spiegare come funziona la giustizia devo narrare una storiella... Tizio imprenditore ha un'azienda individiale da 5/6anni. Ad un certo punto entra in difficoltà e dice a Caio, che è suo figlio: "Perché non crei anche tu un'azienda?". Caio, convinto dal padre, abbandona e crea una s.r.l. (Caio srl) ubicata negli stessi locali di Tizio imprenditore. Ad un certo punto Tizio imprenditore affitta l'azenda a Caio srl. Dopo 20 giorni Tizio imprenditore chiede il proprio fallimento consegnando i registri. Non è reato, anche se con documenti si comprova la collusione tra le due aziende. Non è reato anche se hai una registrazione ("io ero solo il prestanome"). Non è reato anche se non sono stati messi i sigilli. Non è reato se l'inventario è stato eseguito dopo 60 giorni. Non è reato anche se Caio srl non ha mai lavorato e i soldi per costituire la srl erano di Tizio. Non è reato anche se nella Caio srl chi decideva era Tizio imprenditore. Per me è bancarotta fraudolenta e malagiustizia. Non conta nulla se abbiamo inviato raccomandate a giudici, al PM ecc.. Per loro non è reato, parola di procuratore, parola di GIP... A quanto pare a tutte le aziende in difficoltà basta prendere il volo lasciando tutte le possibili passività alla fallente e trasferendo quanta più possibile attività alla nuova ditta.
Invia un commento a questa opinione

012. — MODELLO ANGLOSASSONE ¬
Opinione di Christian Traversi, Torino
Penso che la legge non è uguale per tutti. Il nostro paese ha bisogno di una riforma della giustizia radicale basata sul modello anglosassone.
Invia un commento a questa opinione

011. — IL CRIMINE IN UN SALUTO ¬
Opinione di Ettore Cannas, 43 anni, insegnante, Cagliari
Qualche anno fa ho ricevuto un avviso di garanzia, per aver lasciato un educato e breve messaggio alla segreteria telefonica il cui numero, appartenuto ad un mio amico, fu successivamente assegnato ad un giudice. In seguito, benché al mio legale fosse stata verbalmente comunicata l’archiviazione del caso, chiesi, con lettera inviata per mezzo di raccomandata alla Procura della Repubblica di Caltanissetta, di essere informato sull’esito delle indagini. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta scritta (e ciò sembrerebbe contemplato dalla prassi giuridica: silenzio-archiviazione). Un giorno, ascoltando una canzone, pensai di telefonare ad un amico che non sentivo da qualche anno. Rispose la voce della segreteria telefonica. Accostai la cornetta ad una delle casse dello stereo facendo registrare le strofe iniziali della “Canzone delle osterie di fuori porta” di Guccini. Dopo di che, terminai la telefonata dicendo: (trad. dal siciliano) «se non ti pensassi io! Ciao bello». Alcuni mesi dopo fui raggiunto da una gentile comunicazione: art. 660 c.p. per avere, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, molestato a mezzo telefono… e poi, art. 612 c.p. per avere, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, minacciato con le seguenti parole «se non ci sono che ci penso a te. Ciao Bello». La mia trascrizione riporta testualmente (non è un mio errore) quanto appariva nell’atto a suo tempo notificatomi. A scanso d’equivoci vorrei affermare, che in parte, mettendomi nei panni del giudice, comprendo quanto insalubre e insidiosa possa essere la realtà che il giudice è chiamato a contrastare… Realtà come origine e ragione di quella soggettiva, temeraria e assurda, ermeneutica dei fatti. Pensate, se avessi lasciato quel messaggio alla segreteria telefonica di un mafioso! «Ciao bello», quale più grande e oltraggioso attentato alla sua virilità? Avrebbe, per questione di linguaggio, ordinato il mio incaprettamento?
Invia un commento a questa opinione ¬
Caro Dr. Cannas, il suo racconto mi ha fatto venire i brividi. Sembra un racconto di Kafka ma anche e perché no, simile a quelli dei Gulag dove i figli accusavano i padri, ecc. Spero che la situazione si sia calmata, però rimane l'amarezza che una simile esperienza provoca. La giustizia non alligna su questa terra ma solo in Paradiso (speriamo!).. (commento di Franco, Lucca)

010. — COMBATTERE LA CORRUZIONE ¬
Opinione di Franco, Lucca
Uno dei più gravi problemi dell’Italia attuale, ma forse anche antica, sembra essere, a parer mio, rappresentato dalla corruzione, la disonestà e il cinismo con il quale si profitta della buona fede della gente. E’ il caso di alcune banche che hanno arrecato un danno non solo alle sostanze dei propri clienti ma all’immagine e alle sostanze dell’intera Italia! Comprendo come sia duro ammettere che la corruzione avanza proprio dove si credeva fosse esente, ossia nella funzione che più laica di così non ce n’é, ovvero il denaro ma questo, a parer mio, è inevitabile quando si cerca di spacciare per buono un dio, il dio denaro, che credo sia uno dei più disonesti al mondo. Per rimediare, basterebbe ammettere di non essere in grado di gestire la situazione e correre ai ripari incaricando la scuola, che sebbene in questo settore sembra abbia fallito, potrebbe, se ce la mettesse tutta, farci almeno sperare in una generazione migliore e la Chiesa che a torto viene da molti considerata quale fonte di problemi mentre invece si è sempre battuta per esaltare la “Coscienza” che inevitabilmente sarà, se non l’unica, la vera artefice del rinnovamento.
Invia un commento a questa opinione

009. — LE DISCRIMINAZIONI ESISTONO ¬
Opinione di Stella 1975
I ricchi hanno più possibilità di pagare avvocati eccellenti, di fare buchi in banca senza problemi. Noi poveri non abbiamo le stesse possibilità e se abbiamo il coraggio di lottare anche contro tutte le istituzioni, le nostre preghiere le ascolta solo uno. I direttori di banca e i poliziotti alle volte fanno una folta discriminazione fra ricchi e poveri. L’importante è non farci mettere i piedi in testa.
Invia un commento a questa opinione ¬
Cara Stella, il tuo giudizio é giustissimo. Peccato che non basti lamentare un'ingiustizia. Bisogna anche lottare, perché nessuno qui su questa Terra ti fa giustizia atomaticamente. Non succede nemmeno fra noi familiari, figurati poi se ti viene dall'alto! (commento di Franco, Lucca)

008. — SI DEVE CREDERE PER FORZA NELLA GIUSTIZIA ¬
Opinione di SuperCheri, Parigi, 26 anni, tossicologa
La giustizia è amministrata dall'uomo e in virtù di ciò passibile di errore e perfettibile, e mai nessun codice legislativo, nemmeno il più equo e illuminato potrà cambiare questa realtà. E' certo che di fronte ad alcuni casi ci ribolle il sangue, ed è facile pensare "se costui non avesse quel nome, e tutto quel denaro, e quelle conoscenze, ora sarebbe in carcere mentre il povero ladro di galline è dentro da un pezzo...". Tuttavia è su ciò che si basa una civiltà, come insegna Eschilo nell'Orestiade, il superamento della colpa "ancestrale" e l'introduzione del giudizio. Per questo, è giusto auspicare un miglioramento delle leggi in quanto equità, ma, volere o no, nella giustizia un popolo civile deve credere per forza.
Invia un commento a questa opinione ¬
Io credo che non solo la giustizia umana sia povera di... giustizia ma che anche i giudici, esseri umani anche loro, sono corruttibili. Secondo me si deve comnciare dal basso ossia dall'infanzia, dando ai bambini un forte senso del giusto, del generoso e dell'equanime e non attendere che lo si impari da grandi all'Università dove giungiamo ormai già formati. Salvo rare eccezioni (che fortunatamente ci sono), uno da grande guarda poco in basso, ai bisogno degli umili e raramente è così altruista da dare giustizia gratuitamente. (commento di Franco, Lucca)

007. — NON SONO STATO CREDUTO ¬
Opinione di Gingol, 40 anni, Cagliari
No, assoluttamente no, la giustizia non è uguale per tutti! A me è successa una storia bruttissima, mi hanno ammanettato solo perché una ragazza ha detto che avevo rubato nel suo appartamento, invece io passavo lì nella strada tranquillo. Mi hanno processato e condannato, perché non mi sono presentato, in quanto non avevo soldi per pagare un avvocato; non mi spettava quello d'ufficio perché mio padre superava di poco il reddito minimo previsto. Io non lavoravo, in quel periodo vivevo con il problema della droga, e fu proprio per questo che forse non ho avuto il diritto di essere creduto. Adesso sto aspettando il processo d'appello, sono dovuto andare a procurarmi 700 euro per l'avvocato, pur non avendo fatto niente. E se poi perderò? Avrò sicuramente anche più spese e una condanna da scontare in carcere. Secondo me deve cambiare qualche cosa.
Invia un commento a questa opinione

006. — PERSECUZIONI LEGALIZZATE ¬
Opinione di LCS
La mia esperienza personale si riferisce al sistema giudiziario in sede civile e, in particolare, ad alcuni avvocati che esercitano la professione in una regione del sud italia. Essi si sono rivelati dei veri mafiosi, attori e prestigiatori nel costruire da una semplice fotocopia di un documento una causa contro il "povero cittadino onesto e ignaro" che crede ancora nella legge e nella giustizia. Per non parlare, poi, anche dei vari ordini di avvocati di alcuni collegi che, senza leggere i documenti portati dai loro iscritti e verificarne la veridicità, danno parere favorevole per colpire il cittadino e influenzare i giudici di pace. E infine certi giudici di pace, che spesso sono avvocati dello stesso "ordine" e non sono preparati per la funzione attribuitagli, contribuendo solo ed esclusivamente ad aggravare ed alimentare il sistema contorto che esiste all'interno del sistema giudiziario. Alcuni di questi, pur non essendo preparati giuridicamente a gestire le vertenze e le controversie, si adoperano a favorire i propri colleghi con favori agli amici e agli amici degli amici, ai danni del povero cittadino onesto e pagatore di tasse e tangenti. Cito un esempio. Un certo giudice di pace concedeva decreto ingiuntivo con addirittura "provvisoria esecuzione" ancor prima di iniziare la causa e proporre bonario conponimento come solito "iter legis", per una semplice fattura emessa dalla controparte, nonostante la persona ingiunta avesse espressamene manifestato per iscritto di volere pagare, in violazione della concessione della provvisoria esecuzione. Preciso che nel C.P.C. non esiste una legge che dia la provvisoria esecuzione su una semplice fattura (art.1175 e 1220 C.C. e Art.642 C.P.C.), cosicché il giudice di pace violava la legge ai danni del povero cittadino. Altro caso: un avvocato ritenuto usuraio disonesto e mafioso, ma abile a fare sparire ogni e qualsiasi prova del suo operato (però basterebbe indagare per arrivare alle prove), perseguita un povero cittadino onesto, preparato anche culturalmente ma che non ha amicizie mafiose. Lo fa procurandosi solo fotocopie di incarichi mai dati servendosi della propria abilità e dell'aiuto dell'ordine degli avvocati e del giudice di pace (collega avvocato); riesce così ad ottenere il decreto ingiuntivo con provvisoria esecuzione, pignoramenti e quant'altro per perseguitare il malcapitato confiscandogli i beni mobili ed immobili, gettandolo in mezzo alla strada insieme alla propria famiglia con figli minorenni piccoli, spossessandolo "con la copertura della legge" dei propri beni guadagnati onestamente con sacrifici. Che vergogna questo Stato nello Stato! Ma la legge dello Stato a disposizione di chi è? Queste mie poche righe (e posso citare tanti altri casi di mala giustizia) sono un grido di dolore contro una giustizia che non c'è, e mi rivolgo a tanti cittadini come me, che subiscono in silenzio senza potere fare nulla. Questa è la nostra societa' oggi. Con le mie parole vorrei sensibilizzare qualcuno, onesto, che "sta in alto" e sensibilizzare i cittadini che subiscono in silenzio, non capiscono il sistema e comunque si affidano ancora a una giustizia che non c'è.
Invia un commento a questa opinione

005. — DELUSA DAI MAGISTRATI ¬
Opinione di Cas
Appena laureata volevo fare il magistrato ma per opportunità diverse mi è capitato di fare esperienza come avvocato, cioè dall'altra parte della barricata. ITALIANI, aprite gli occhi come ho fatto io: non sono gli avvocati ma certi magistrati a mandare in malora la giustizia. Alcuni di loro sono degli ignoranti abissali, stanno con la testa fuori del mondo, sono fanatici, esaltati e... Sono circa tre anni che pratico la professione e sono già demoralizzata e disincantata, con venti anni di anticipo rispetto all'avvocato presso il quale ho fatto pratica, questo è molto significativo. Vi faccio alcuni esempi: un giudice donna, fortemente attratta da un avvocato ma non ricambiata, stravolge il codice in danno di quel povero malcapitato; un poveraccio aspetta da circa due anni la sentenza di una causa durata dieci anni perché il giudice, che doveva depositarla entro 30 giorni, se la prende comoda; un p.m., che come molti altri magistrati odia gli avvocati, rifiuta di disporre il sequestro di certi assegni, causando così il tracollo economico di un avvocato truffato da balordi; per una causa durata tre anni, nel corso della quale sono state svolte innumerevoli attività, vengono compensate le spese; in un'altra, durata circa un mese, viene liquidata in danno del povero creditore (in virtù di una becera eccezione di incompetenza territoriale) una discreta somma a titolo di spese, ecc. Sono schifata, il mio più grande desiderio, dopo aver sacrificato gli anni più belli della mia adolescenza al fine di entrare a far parte del mondo della giustizia italiana, è quello di uscirne al più presto e di poter espatriare da questo paese che mi ha rubato ogni speranza nel futuro, che si tiene in piedi grazie ad una drammatica parete di ipocrisia. Amavo questo paese ma lui non ama me, quindi ho deciso di divorziare da lui per sempre.
Invia un commento a questa opinione
Ma che fine ha fatto l' esito del referendum sulla responsabilità dei Magistrati? Qualcuno sa qualcosa? Se si dovesse andare ad un refendum a favore magari dell'aumento di stipendio ai Magistrati chissà quante belle trasmissioni televisive... con i Magistrati sempre presenti negli studi televisivi e meno presenti nella aule di Tribunale (magari anche per qualche sciopero dell' Associazione Nazionale Magistrati - alla faccia della sobrietà della categoria!). (commento di Sergio Cartabia)

004. — GIUSTIZIA E GIUSTI ¬
Opinione di Livia
Facile fare giustizia, difficile fare il giusto.
Invia un commento a questa opinione

003. — GIUSTIZIA COME CRESCITA INTELLETTUALE ¬
Opinione di Nik
La giustizia in realtà è un nostro mezzo di crescita intellettuale. Non arriveremo mai ad una giustizia assoluta altrimenti finirebbe il nostro viaggio. Sì, perché la giustizia è una sorta di motore che ci spinge a chiederci della morale e dell'etica e ci permette di modificare il nostro corso di relazione al mondo e agli individui. Per esempio chiediamoci: "è giusto possedere un feudo e imporre la nostra ragione incondizionata su chi vi abita?". Assurdo... eppure, se l' avessi chiesto ad un medievale avrebbe semplicemente risposto che è ovvio... questo per dire che ciò che ora a noi sembra giusto non lo è necessariamente, al contrario dipende dal nostro assetto sociale ecc. e cioè da noi. E' giusta la pena di morte? Forse tra qualche secolo, qualche uomo sorriderà alla domanda con una fervida tesi a favore della pena di morte.
Invia un commento a questa opinione

002. — RICCHI, FURBI E FALLITI ¬
Opinione di Bernardo
Sono stato truffato da una ditta che poi ha dichiarato fallimento. Ho speso circa tremila euro per pagare un avvocato e non ho riavuto ciò che mi spettava. La persona che mi ha imbrogliato, invece, molto più benestante di me, ha aperto una nuova ditta e non risponde, per legge, delle azioni compiute in quella vecchia. Non fatemi dire dov'è la giustizia, perché diventerei volgare!
Invia un commento a questa opinione

001. — L'ESEMPIO DELLO STATO ¬
Opinione di Hanspeter
Il mondo è pieno di ingiustizie ma se tu ti opporrai a ogni piccola ingiustizia commessa verso di te e tu sarai giusto con gli altri, tu rispetti la cosa più importante: il mondo e l umanità. Se vogliamo raggiungere qualcosa di positivo nella nostra bella permanenza su questo pianeta, penso proprio che essendo giusti ci possiamo arrivare. Chiedo scusa per il mio italiano che non è il massimo ma almeno non ho commesso un'ingiustizia. Per quanto riguarda la legge, la giustizia fatta dallo Stato è tutto solo uno squattrinarci e un prenderci per i fondelli, e colgo l'occasione per ringraziarli tutti, da D'Alema a Berlusconi da Bertinotti a Cossutta... e basta nomi, perché di più rovinano solo la mia mail.
Invia un commento a questa opinione

Approfondisci:
altri contenuti della sezione Istituzioni

Interviste con
» Milena Gabanelli

» Nicola Viceconti
Libri
» Istituzioni

Ricerca in questo sito

PARTECIPA AL CONCORSO
Scrivi per LimpidaMente
VISITA LA BIBLIOTECA
Libri scelti e commentati da LimpidaMente
VISITA LA CINETECA
Film scelti e commentati da LimpidaMente
VISITA LA DISCOTECA
Dischi scelti e commentati da LimpidaMente
SEGUI LIMPIDAMENTE
Rimani in contatto:
Limpida Mente è anche su Facebook Limpida Mente è anche su Twitter Limpida Mente RSS Feeds

Paolo Sorrentino :: Il divo

Artisti vari :: Ti lascio una canzone

Luca Carboni :: Musiche ribelli

Sanremo 2011 :: La compilation


e1_728x90.jpg